Partenza: Argentera (1684 m)
Quota massima: Cima sud delle Lose (2796 m)
Dislivello: 1400 m circa
Difficoltà: BS
Giro ad anello: si
Curiosità:
Argentera (1684 m): uno dei comuni più piccoli della Provincia di Cuneo, situato nell’Alta Valle Stura, al confine con la Francia. D’inverno, è un paradiso per gli amanti dello scialpinismo.
Punta Incianao (2575 m): si trova sopra la borgata di Ferrere ed è una meta molto apprezzata dagli escursionisti. Perfetta per lo scialpinismo, regala discese emozionanti su pendii aperti.
Cima delle Lose (2796 m): il nome “Lose” deriva dal dialetto piemontese e significa “lastre di pietra”, in riferimento alle caratteristiche rocce della cima.
Accesso:
Per raggiungere il punto di partenza, si percorre la Valle Stura superando gli abitati di Gaiola, Moiola, Demonte, Vinadio, Sambuco e Pietraporzio. Al termine dell’abitato di Argentera, parcheggiare l’auto in un piazzale sterrato sulla sinistra.
Il percorso:
Zaini in spalla e sci ai piedi, siamo pronti a partire.

La nostra avventura ha inizio con l’attraversamento di un ponticello di legno che ci porta oltre lo Stura di Demonte.

Da qui svoltiamo a sinistra, seguendo le indicazioni per “Bersezio e Il bosco di Argentera”.

Ci immergiamo subito nel suggestivo Bosco di Larici, conosciuto come il Bosco Bandito, un fitto lariceto che ci accompagna nei primi metri di salita. Il percorso si snoda con dolci zig-zag fino a una prima radura, dove il sole inizia a filtrare tra i rami, dipingendo la neve di riflessi dorati.
Ci addentriamo nuovamente nel lariceto, che si fa via via più ripido.

Ci spostiamo progressivamente, sempre salendo, sulla sinistra, fino a quando il bosco inizia a diradarsi, regalandoci scorci sempre più ampi sulle cime circostanti.

Sulla sinistra si staglia la Punta Incianao e, poco oltre, la Punta del Briccas (2717 m). Alle nostre spalle, la sagoma imponente del Monte Oronaye (3104 m) ci osserva in silenzio.

Usciti dal bosco a circa 2200 m, svoltiamo a sinistra e iniziamo la salita verso la vetta.

Con un ultimo sforzo raggiungiamo la Punta Incianao (2575 m), dove una croce di legno segna la cima.

Qui il silenzio regna sovrano, interrotto solo dal fruscio del vento e dal battito accelerato dei nostri cuori. Sotto di noi, il Vallone dell’Andelplan e lo skilift disegnano uno scenario da cartolina.
Togliamo le pelli e ci prepariamo alla discesa.

Nei primi metri facciamo attenzione alle pietre affioranti, ma presto la neve farinosa ci regala pura gioia: ogni curva è un’esplosione di adrenalina. Scendiamo fino a 2310 m, assaporando ogni istante e lasciandoci conquistare dal ritmo della discesa.

Ma la giornata è troppo bella per fermarci qui. Decidiamo di proseguire verso la Cima delle Lose.

Riprendiamo la salita nel cuore del vallone, affrontando un ultimo dislivello di circa 500 m. Nel frattempo, altri scialpinisti si uniscono al nostro percorso.
Con le gambe affaticate ma lo spirito leggero, raggiungiamo la Cima sud delle Lose (2796 m), dove una croce solitaria ci accoglie.

Da quassù, il panorama è da togliere il fiato: davanti a noi il Monviso, il Brec de Chambeyron, l’Aiguille de Chambeyron, Rocca la Meja, il Monte Oronaye, il Monte Scaletta, la Rocca dei Tre Vescovi e tante altre vette delle Alpi si stagliano in un orizzonte infinito.
La discesa finale è un sogno. La neve, rimasta all’ombra dei primi raggi del sole, è ancora intatta e spettacolare.

Per rendere il rientro più vario, modifichiamo leggermente il percorso nel bosco, tenendoci più a destra, fino a raggiungere un secondo ponte che ci riporta oltre lo Stura di Demonte.
Dopo circa 500 metri, con gli sci a spalle, torniamo al punto di partenza. Siamo stanchi, ma felici, con il cuore colmo di emozioni e la mente già proiettata alla prossima avventura.

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