Partenza: Frazione Bersezio di Argentera (1630 m)
Quota massima: Monte Oserot (2861 m)
Dislivello: 1235 m circa
Difficoltà: OS
Giro ad anello: no
Curiosità:
Bersezio (1684 m): è una piccola frazione montana immersa nell’Alta Valle Stura, nel comune di Argentera. Circondata da vette maestose e ampie praterie d’alta quota, Bersezio è una meta ideale per chi ama la montagna in ogni stagione. D’estate, i suoi numerosi sentieri escursionistici conducono a laghi alpini incontaminati, mentre in inverno diventa un punto di riferimento per lo sci d’alpinismo e le attività sulla neve. La sua posizione strategica lungo la storica via del Colle della Maddalena la rende, inoltre, un passaggio fondamentale per i viaggiatori diretti in Francia.
Monte Oserot (2861 m): questo imponente monte si erge sullo spartiacque che divide la Valle Stura dalla Valle Maira. Diverse vie di salita, sia dalla valle Maira che dalla valle Stura, ci permettono di raggiungere la vetta, offrendo panorami e sensazioni uniche.
Accesso:
Per raggiungere il punto di partenza, si percorre la Valle Stura superando gli abitati di Gaiola, Moiola, Demonte, Vinadio, Sambuco e Pietraporzio. Addentrarsi poi nella Frazione di Bersezio e parcheggiare l’auto nei pressi del Ristorante Pizzeria Drago Verde, locale attualmente chiuso.
Il percorso:
Dal parcheggio, dopo meno di minuto, dove la strada asfaltata cede il passo al sentiero, calziamo i nostri compagni di avventura! Ci mettiamo in cammino, piegando leggermente a destra.
Voltando lo sguardo, ammiro l’abitato di Bersezio.

Costeggiamo il fiume Gorgia della Madonna.

Raggiunti i 1720 m, incontriamo il sentiero proveniente dalla Locanda dell’Oserot e da via Oserot di Bersezio (P37).
Continuiamo a tenere il sentiero sempre alla destra del fiume fino a 1900 m, superandolo per fiancheggiare un nuovo corso d’acqua.

La salita diventa progressivamente impegnativa, con il pendio che si fa via via più ripido.

A circa 2320 m, dopo un bel po’ di impegno, perveniamo ad un pianoro. Da qui, svoltiamo a destra e saliamo di altri 200 metri. La luce, un po’ strana in quel momento, rende difficile distinguere il percorso.

Sbucati in cima, il panorama ci regala la vista del Vallone dell’Andelplan, della Punta Inciano e della Cima delle Lose.
Proseguiamo con un lungo traverso fino a raggiungere la base di una valanga. Considerata la consistenza della neve, per la nostra sicurezza e per evitare scivolamenti, infiliamo i nostri coltelli.

Davanti a noi si apre un imponente pendio: lo affrontiamo a zig-zag e, successivamente, ci addentriamo in un canale con pendenze di circa 40°. Giunti sulla sommità del pendio, svoltiamo a sinistra e, seguendo la cresta per pochi metri, raggiungiamo finalmente la vetta.

Dalla cima, ogni montagna circostante, vestita di bianco, ci incanta: dal Monte La Bianca, a Rocca la Meja, fino al Monte Omo, Monte Savi, Bec du Lievrè, Monte Scaletta, la Meyna, Monte Oronaye, Brec de Chambeyron, Aiguille de Chambeyron, Pelvo d’Elva, Chersogno e Re di Pietra.
Con l’inaspettato abbassarsi della temperatura, l’aumento del vento e le nuvole che ci avvolgono, decidiamo di buttarci giù nel canale.

Inizia perfino a nevicare!

La neve, fantastica per la discesa, ci accompagna fino al pianoro, dove la qualità della neve, ora più bagnata e pesante, ci impone cautela per via delle pietre sparse lungo il percorso.
Nonostante ciò, siamo felici di aver nuovamente conquistato il Monte Oserot, un luogo che ha sempre un posto speciale nel nostro cuore.

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