Partenza: Chiappera di Acceglio (Grange Ciarviera, 1.856 m)
Quota massima: Monte Ciaslaras (3.005 m)
Dislivello: 1.500 m circa
Difficoltà: BS
Giro ad anello: no
Curiosità:
Chiappera (1650 m): ultima borgata abitata della Valle Maira, Chiappera è un gioiello architettonico, con case in pietra e tetti in lose che raccontano secoli di vita alpina. Il borgo è anche un punto di partenza privilegiato per numerose escursioni e salite alpinistiche, incorniciato dalla maestosa Rocca Provenzale.
Monte Bel Tempo (2853 m): spesso chiamato semplicemente Quota 2850, questa cima secondaria si innalza tra il Vallone dell’Infernetto Orientale e la Valle del Maurin. Poco conosciuta e raramente frequentata, offre panorami grandiosi e la possibilità di una salita tranquilla, lontana dalla folla.
Monte Ciaslaras (3005 m): situata tra i Valloni dell’Infernetto (orientale e occidentale), è una meta d’élite per lo scialpinismo. Dalla vetta, lo sguardo spazia tra Italia e Francia.
Accesso:
Risalire tutta la Valle Maira da Caraglio, passando per Dronero, San Damiano Macra, Prazzo e Acceglio. Superare Ponte Maira, Saretto e infine Chiappera. Parcheggiare nei pressi delle Grange Ciarviera (1.856 m)
Il percorso:
Partiamo con gli sci ai piedi dalle Grange Ciarviera e ci dirigiamo verso il pendio che ci condurrà nel Vallone dell’Infernetto.

Il cielo è coperto, ma la neve ha rigelato bene durante la notte.

Giunti nei pressi della Punta Dumontel (2.864 m), deviamo ed entriamo nel Vallone dell’Infernetto Orientale. Il tempo peggiora ed inizia a nevischiare. Nel Vallone dell’Infernetto Orientale intravediamo alcuni altri scialpinisti.

Procendendo avanti, senza badare molto alla neve che scende, giungiamo al Colle a quota 2.740 m. Da qui saliamo a destra, guadagnando facilmente la vetta del Monte Bel Tempo (2.853 m).

La neve inizia a scendere sempre più intensa e la nebbia si fa fitta. Decidiamo quindi di scender e di rientrare verso valle.

La luce presente, non ci permette di vedere bene il tracciato di discesa, per cui occore far attenzione.

Nel frattempo ha smesso di nevicare ed anzi giunti nei pressi di Punta Dumontel, le nubi si squarciano e spunta il sole. Rinvigoriti dal miglioramento del meteo, a quota 2.470 m rimettiamo le pelli per una seconda ascensione.
Saliamo alla nostra destra per il ripido pendio, al fine di raggiungere il Vallone dell’Infernetto Occidentale.

Pervenuti alla conca, dove in estate sono ben visibili i Laghi dell’Infernetto, proseguiamo nel vallone, con davanti a noi l’imponente Tête de l’Homme (Brec de l’Homme) che si fa via via più vicina.

A quota 2.800 m iniziamo la salita, con molti zig- zag, del pendio finale che si trova a destra.

Giunti al Colle Ciaslaras (2.973 m) volgiamo lo sguardo sulle valli francese: il Vallon de Marinet ed il Vallon du Roure.

Spostandoci a destra, facciamo un traverso e poi, sempre con gli sci puntiamo leggermente a sinistra fino a raggiungere la vetta.

Da quassù si possono veder i due valloni dell’infernetto, quello orientale e quello occidentale, la Punta Bel Tempo su cui siamo saliti prima e tutta la Valle Maira.

Ancor più bella la vista sulla Tête de l’Homme e sulla Tête de la Fréma.
La discesa avviene sullo stesso itinerario di salita. La neve si mantiene compatta e piacevole fino a circa 100 metri dalla base, dove risulta più bagnata a causa delle temperature più miti. Ma la soddisfazione è piena: due cime in una sola giornata, nel cuore più autentico e selvaggio della Valle Maira.
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