Scialpinismo alla Cima Ghiliè – Valle Gesso

Scialpinismo alla Cima Ghiliè dal Piano della Casa del Re - valle Gesso
Cima Ghiliè

Partenza: Piano della Case del Re (1.760 m)

Quota massima: Cima Ghiliè (2.998 m)

Dislivello: 1.230 m circa

Difficoltà: BS

Giro ad anello: no

Curiosità:

Cima Ghigliè (2.998 m): è una delle cime più suggestive delle Alpi Marittime, situata nel cuore della Valle Gesso, all’interno del Parco Naturale delle Alpi Marittime. Un tempo era conosciuta localmente come Clot Aut, che in lingua occitana significa “ripiano alto”. L’attuale toponimo “Ghiliè”, affonda invece le sue radici nel provenzale e deriverebbe da eigliero, termine che indicava un territorio frequentato da rapaci, in particolare dalle aquile reali, protagoniste indiscusse di questo angolo di natura. Sorvolano spesso la cresta della montagna, regalando visioni emozionanti in un ambiente ancora incontaminato. Pur non raggiungendo ufficialmente i 3.000 metri per un soffio, la vetta offre un panorama grandioso a 360 gradi, che spazia dal Massiccio dell’Argentera al Monte Matto, fino alle vette francesi del Mercantour.

Accesso:

Risalire la Valle Gesso, passando per Andonno, Valdieri e Sant’Anna di Valdieri. Raggiunto Terme di Valdieri, proseguire alle spalle del fabbricato delle Terme. La strada per un tratto è asfaltata e poi diventa sterrata con diversi tratti dissestati. E’ consigliabile un auto alta o un fuoristrada. Proseguire sul Piano della Casa del Re e parcheggiare a circa 1.750 m di altitudine.

Il percorso:

Dal Pian della Casa del Re imbocchiamo la strada sterrata. Poco dopo incrociamo il sentiero per il Rifugio Remondino.

Partenza dal Piano della Case del Re - Termi di Valdieri
Partenza dal Piano della Casa del Re

Nel pianoro dove scorre il Rio, scorgiamo un ponte di legno. Pertanto scendiamo e lo attraversiamo, passando praticamente sotto il Rifugio Regina Elena.

Risaliamo una zona rocciosa tenendoci a destra fino a pervenire alla base del canalone. Diversi scialpinisti sono già presenti.

Verso la Base del Canalone che ci condurrà alla Cima Ghigliè- skialp
Versoa la base del canalone

Puntiamo all’imbocco del canalone, visibilmente forato in diversi punti. Montiamo i coltelli agli sci e iniziamo la salita nel canalone di Balma Ghiliè: inizialmente stretto e con pendenze marcate, ideale per guadagnare rapidamente quota.

Cabalone Balma Ghiliè
Canalone

Superati i ripidi passaggi, raggiungiamo quota 2.200 m. Il canalone si apre e si divide in diramazioni: quella di destra offre una salita più dolce, mentre quella di sinistra si presenta più angusta e ripida.

Due diramazioni dopo il canalone Balma Ghiliè
Le due diramazioni dopo il canalone

Data la neve molto dura, optiamo per la via di destra, che ci conduce a una conca a circa 2.400 m.

Ultimo trattto del canalone Blama Ghiliè destro
Ultimo tratto canalone

Anche qui sono due le opzioni per salire: la prima è quella di proseguire dritto attraversando la conca in falsopiano per poi continuare per dossi con pendenza mai eccessiva, sino a raggiungere il colletto Ghiliè 2.639 m; la seconda, che è quella che abbiamo scelto noi, è quella di deviare a sinistra, salire un pendio e poi svoltare a destra.

Pendio a sinistra
Pendio a sinistra
Tratto finale prima di svoltare a sinistra per la Cima Ghiliè
Percorso di sinistra

Con pendenze regolari, giugiamo al fondo del vallone, affrontiamo un tratto ripido e poi svoltiamo a sinistra. Davanti a noi finalmente appare la Cima Ghiliè.

Cima Ghiliè in lontananza
Ciam Ghiliè ancor lontana

Arriviamo alla base della stessa e con diversi zig-zag raggiungiamo la cima, dove sono già presenti altri scialpinisti, alcuni dei quali li conosciamo. Come per altre cime è presente una croce a segnalare la vetta.

Scialpinismo alla Cima Ghiliè dal Piano della Casa del Re - valle Gesso
Cima Ghiliè

Intorno ai noi una miriade di cime. Anche se il cielo non è limpido come il giorno precedente, riusciamo a distinguere chiaramente la Punta Gelas di Lourousa (3.166 m), la costa francese, il Bacino del Chiotas, il Rifugio Genova ed il lago della Rovina.

Al fondo la Punta Gelas di Lourousa
Al fondo la Punta Gelas di Lourousa
Bacino del Chiotas, Rifugio Genova Figarì, Lago della Rovina
Il bacino del Chiotas ed lago della Rovina

Dopo una sosta di circa mezz’ora, iniziamo la discesa. Nella prima parte la neve è perfetta. Man mano ci si adatta all’esposizione più favorevole, ma nel complesso la neve compatta, grazie al rigelo notturno, tiene bene.

Nel canalone Balma Ghiliè, seguiamo con attenzione la traccia già marcata, evitando passaggi pericolosi nei pressi del rio.

Ultimo tratto con gli sci sulle spalle e la nostra escursione di scialpinismo è terminata.


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