Partenza: San Bernolfo (1.700 m)
Quota massima: Cima sud di Malaterra (2.860 m)
Dislivello: 1.270 m circa
Difficoltà: BS
Giro ad anello: sì
Curiosità:
San Bernolfo (1.702 m): deve il suo nome al vescovo di Asti Bernolfo, catturato e ucciso durante una delle incursioni saracene nel Piemonte medievale. La borgata è l’unico insediamento delle Alpi sud-occidentali costruito con la tecnica del Blockbau, eredità dell’architettura Walser del nord Piemonte e della Svizzera, e oggi ospita il risto-rifugio “Dahu de Sabarnui”, che propone camere a tema e una cucina casalinga a base di pasta fresca, selvaggina e polenta.
Cima di Malaterra: non si tratta di una singola vetta, ma di un elegante complesso composto da tre cime: la cima Nord di 2.864 m, la cima centrale di 2.871 m e la cima sud di 2.860 m
Rocca Negra (2.838 m): conosciuta anche come Becs du Corborant, è situata sul confine italo-francese, tra la Valle Stura e la Valle Tinée.
Accesso:
Risalire tutta la Valle Stura, passando per Gaiola, Moiola, Demonte e Vinadio. Raggiunto la Frazione Pianche di Vinadio, svoltare a sinistra fino a pervenire alla Località San Bernolfo. Parcheggiare nello spiazzo più avanti a 1.700 m circa.
Il percorso:
La giornata si apre con un cielo terso, ideale per un’escursione in scialpinismo da San Bernolfo.

Sci a spalle per circa cinque minuti e poi posati a terra ed agganciati agli scarponi, proseguiamo sulla stradina che si presenta in diversi tratti ghiacciata. Il percorso ha poca pendenza ed è intervallato da brevi tornanti fino a quando si raggiunge la Capanna di Corborant (1.885 m). Alla nostra sinistra sempre ben presente c’è il Torrente Corborant.

A quota 2.070 m la pendenza aumenta e iniziamo a disegnare una serie di zig-zag nel cuore del Vallone di San Bernolfo. Qui il percorso non è univoco: notiamo tracce di altri scialpinisti che si sono spostati sia sulla destra che al centro del vallone.

Noi scegliamo di mantenerci centrali per poi, intorno ai 2.250 m, abbandonare la direzione che sale verso il Passo di Barbacana (2.585 m) e intraprendere un lungo traverso verso destra. La nostra meta ora è il vallone che custodisce i suggestivi Laghi Lausfer.


Saliamo il pendio con il Beccas del Corborant (2.807 m) a farci compagnia sulla sinistra. All’improvviso, davanti a noi, si stagliano imponenti la Cima Corborant (3.010 m) e l’elegante Punta Gioffredo (2.960 m).
A circa 2.400 m abbandoniamo il sentiero che prosegue verso il Lago Lausfer Inferiore (2.501 m) e svoltiamo decisamente a sinistra. Superiamo un ripido pendio fino a giunger ad un pianoro.

Da qui, la sfida si fa più intensa: risaliamo un altro pendio, decisamente impegnativo, che ci porta al C.ta del Becas o del Mul (2.780 m).

Ora seguiamo la cresta verso destra, sconfinando per un breve tratto sul versante francese, fino a raggiungere la panoramica Cima Sud di Malaterra (2.860 m).

Un ometto, piuttosto grande, alto, ben visibile e inconfondibile, ci accoglie.

Dopo una meritata pausa per ammirare il panorama, togliamo le pelli e ci lanciamo in una discesa entusiasmante su una neve che regala sensazioni uniche. In breve siamo di nuovo al C.ta del Becas.
Nonostante l’adrenalina della discesa, non ci fermiamo. Rimettiamo le pelli e affrontiamo il pendio opposto, dove la neve compatta e la pendenza marcata impongono particolare attenzione.

Decidiamo saggiamente di montare i coltelli agli sci, guadagnando aderenza e sicurezza, e in breve raggiungiamo la cima della Rocca Negra (2.838 m).
Molto curioso il simbolo della vetta!

Immancabile la sessione fotografica per immortalare il momento, un panino per ricaricare le energie e quattro chiacchiere con gli altri appassionati presenti, condividendo la gioia della montagna e ammirando lo spettacolo delle Alpi Marittime che si estendono a perdita d’occhio.
Incerti sul dove scendere, optiamo poi per il primo canale con pendenze di circa 40° in quanto ci evita di dover scender senza gli sci dall’altro lato della montagna. Le condizioni della neve nel canale sono ottimali. Ci lanciamo con entusiasmo, godendoci ogni curva fino a metà canale, dove alcune rocce affioranti ci consigliano di spostarci sulla sinistra per affrontare l’ultimo tratto.

Da qui, in breve, ci ricongiungiamo al Vallone di San Bernolfo, che ci riaccompagna fino al punto di partenza, alla nostra auto.
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